L’ossimoro dell’ossessione: Sunday Morning – The Velvet Underground & Nico

Continuando a percorrere i floridi lidi di quella musica che ha caratterizzato un’epoca (attraverso le sue determinazioni) era d’obbligo affrontare, sulla sezione musicale di Nefele, il tema Velvet Underground. Perchè di tema, più che di musica, più che di testi, si tratta.

La nostra Valentina Zucchetto ci parla, oggi, di Sunday Morning, celebre – e incompreso – brano della band statunitense. 


Come in dormiveglia, paranoici, un po’ storditi e un po’ infastiditi dalla luce, Sunday Morning, (tradotto Domenica Mattina) è uno dei brani più conosciuti dei The Velvet Underground e anche uno dei più incompresi dal pubblico italofono.

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La canzone avrebbe dovuto essere originariamente cantata dalla inizialmente indesiderata Nico, ma, alla fine, è l’ironica e ipnotica voce di Lou Reed a caratterizzare il brano, limitando la debuttante Sacerdotessa delle Tenebre agli ossessivi lalala finali.
Pubblicato ufficialmente nel 1967 all’interno del famosissimo e wahroliano album di debutto del gruppo The Velvet Underground & Nico e precedentemente pubblicato come singolo nel 1966, il brano si parla in un modo e si suona in un altro.

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Il tema della canzone è quello della paranoia, l’ossessione degli eccessi passati, di domande che trovano risposte incomplete, e dà la sensazione che questi eccessi non progettano ancora una fine. Eppure la giustificata confusione di tutti quegli ascoltatori non anglofoni trova una reale motivazione: la calma, il genere dream pop che caratterizza la sonorità del brano risulta in totale contrasto con il testo e porta a un apparente senso di pace, tranquillità e noia domenicale.

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Si potrebbe giustamente pensare che un brano del genere abbia avuto ispirazioni biografiche o che possa essere lo specchio di un mondo di fine anni ’60 che stava ricreando i valori distrutti dalla società del post guerra per poi corromperli con tutte le novità/distrazioni/distruttori di cellule celebrali dell’epoca: la verità è che Andy Wahrol aveva chiesto a Lou Reed e John Cale di scrivere una canzone sulla paranoia.
Il resto è tutto merito loro.


di Valentina Zucchetto

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