The Man in Black ran in the desert – Intervista ad Armando de Angelis

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Mindfar è un progetto che nasce dalla mente di Armando De Angelis, chitarrista e compositore aversano che, fondendo power-progressive metal con altri generi, è riuscito nella pubblicazione del suo primo album, “The Dark Tower”, un disco complesso, originale e soprattutto coraggioso. Lo abbiamo incontrato per parlarne insieme e cercare di capire curiosità e background del nostro artista. Alla fine dell’intervista troverete una delle canzoni che fanno parte dell’album e che mi hanno colpito maggiormente. Buona lettura!


 

Ciao Armando, è un piacere averti come ospite per Nefele. Partiamo dalle basi, allora: Mindfar, il nome del tuo progetto, per niente banale e scontato.
Mi spieghi i motivi di questa scelta? E soprattutto, quali ragioni ti hanno spinto a “fare musica”?

Ciao, e chiaramente, il piacere di essere su queste pagine è tutto mio. Mindfar, il nome che ho dato al progetto, mi piace perchè comunica diverse cose senza davvero
dirle: il fatto che la musica nasca da una sola mente, il fatto che io sia fisicamente lontano da tutti i miei collaboratori, la capacità delle storie e della musica
di far viaggiare la mente verso luoghi lontani, e tanto altro ancora! Mi chiedo cosa comunichi a voi!
Quanto alle ragioni che mi hanno spinto a far musica, beh, non saprei dire da dove nasca quest’esigenza: perchè le persone sentono il bisogno di fare quello che
amano? E perchè quello che amano è sempre diverso? Io ho sempre voluto fare musica, e da quando, bambino, ho imparato le prime note, ho subito deciso che volevo
creare musica mia. Per quanto io ami suonare, la parte più bella e importante dell’attività musicale per me è il comporre. L’ho sempre fatto, anche quando non c’era
nessuna possibilità che la mia musica fosse ascoltata, e continuerò a farlo sempre

Il tuo primo album, “The Dark Tower”, è ispirato ai lavori di Stephen King, forse lo scrittore moderno più famoso. Tantissimi i capolavori del “maestro” ma, come mai hai scelto proprio la saga de “La Torre Nera”?

L’idea di scrivere il primo concept su “La Torre nera” mi venne appena finito il primo libro della serie. Come scrive King stesso, nella sua prefazione alla serie,
“al momento mi sembrava una buona idea”. Adoro questa ambientazione e adoro King, di cui ho letto decine e decine di libri. Ma non è l’unica storia che volevo
narrare, così come non è l’unico autore che amo. In futuro, con la mia musica, racconterò altre storie, sia prese da romanzi, sia da altre fonti, come anche storie
originali. Raccontare belle storie con la musica è lo scopo del mio progetto.

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Immagine tratta dall’album

Un anno fa circa ci siamo visti e abbiamo parlato del tuo album, appena uscito.
Mi colpì il tuo definire il lavoro come una “rock opera”. Quanto ti hanno fatto da muse progetti come “Ayreon” di Lucassen, “Aina” di Amanda Somerville o “Avantasia” di Sammet?

L’ho detto allora e lo ripeto oggi con più fervore: The Dark Tower, come ogni futuro lavoro a nome Mindfar, è una “rock opera”, intesa come un concept album in cui
diverse voci interpretano diversi personaggi. Nell’album le interpretazioni di Walter Bosello e Marilena Diomaiuti hanno dato vita ottimamente ai personaggi di King.
Di disco in disco ospiterò cantanti e musicisti diversi, che di volta in volta riterrò validi “attori” adatti a mettere in scena la storia del momento.
Lucassen è un vero esempio di artista in grado di fare quello che vuole come vuole, e mi è stato di grande ispirazione. Anche Avantasia è stato un ottimo punto di
riferimento. Ma i concept album in generale ho imparato ad amarli anche da artisti molto diversi, come i Pink Floyd, gli Who, i Genesis, i Dream Theater, i Marillion,
i Rhapsody, e perfino De Andrè.

Quando ci vedemmo lo avevi pubblicato da poco. Quali sono le tue impressioni dopo circa un anno?

Riascoltare l’album oggi mi rende ancora molto fiero. La gestazione del disco fin dalla composizione è stata molto lunga, come per ogni esordio, credo; e quindi
tendo a ricordare, riascoltando i vari brani, molti episodi legati alle varie fasi della lavorazione. A distanza di un anno, sono ancora felice come un bambino alla
semplice idea di averlo realizzato, di aver destato l’interesse della Underground Symphony, un nome leggendario nel panorama metal, e di poter mostrare al mondo
quella che è la mia visione musicale. Recensioni e pareri delle persone sono state generalmente positive, e di questo sono contento. Spero in futuro che l’attenzione
sia maggiore, e di allargare il mio pubblico, ma per l’esordio finora non posso certo lamentarmi.

Ti racconto adesso una curiosità: quando ascoltai The Dark Tower per la prima volta, impostai erroneamente il lettore su modalità casuale; la prima canzone, infatti, fu Her Song e rimasi subito colpito dalla voce. Chi ti accompagna in questo progetto?

Come accennavo prima, il “cast” sarà di disco in disco diverso. Per questa prima occasione mi hanno aiutato e accompagnato Walter Bosello, cantante dei Soundrise e
mastermind del progetto Oniric, e Marilena Diomaiuti, una splendida voce femminile nuova alla discografia. Li ringrazio anche in questa sede come in mille altre, per
aver reso questo disco quello che è col loro talento.
Her song, che tu citavi, è uno dei miei brani preferiti dell’album, ne sono molto molto orgoglioso.

So che prossimamente uscirà il tuo secondo disco. Senza fare spoiler, come lo descriveresti?
Che tipo di album dobbiamo aspettarci?

Il secondo album a nome Mindfar dovrebbe uscire entro il 2018, secondo i piani. Attualmente è in fase di registrazione, e posso descriverlo come un’opera più
“grande” della prima sotto tutti i punti di vista: ci saranno musicisti e cantanti provenienti da diverse band e da vari paesi del mondo, un grosso salto produttivo
in avanti. Musicalmente lo descriverei come un disco più melodico rispetto a The Dark Tower, più “magniloquente” se vogliamo, ma meno complesso nelle strutture.

A breve, attraverso i canali ufficiali del progetto, cominceremo ad annunciare i primi dettagli e i primi nomi, perciò invito tutti a seguire la pagina Facebook di Mindfar per restare aggiornati sulle novità.


 

 

di Cesario Marino
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